Smetti di Fumare

Smetti di Fumare è un video motivazionale che ha visto la partecipazione di

Elena Barolo, Sergio Muniz e Igor Cassina

con un obiettivo importante: abbandonare per sempre le sigarette.

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Incontro per la Stampa

Smetti di Fumare

Mercoledì 6 novembre 2013 - Milano, Circolo della Stampa

Con la partecipazione di Elena Barolo e Igor Cassina

    

    

    

    

Comunicato Stampa (Pdf)

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Infografiche e Dati

Comunicato stampa

FUMA ANCORA UN ITALIANO SU 5: E LE DONNE FATICANO A SMETTERE

Un vizio che pesa non solo sulla salute ma anche sulle tasche: quasi 30 milioni di € in fumo al giorno, 11 miliardi all’anno

Nonostante un calo di fumatori in Italia registrato negli ultimi 15 anni (dal 31% del 1998 al 21% nel 2013), i fumatori sono ancora un esercito di oltre 10 milioni di persone, resistenti ad abbandonare l’abitudine al fumo. E le donne fumatrici crescono in percentuale rispetto ai fumatori uomini e diminuiscono con una fatica ‘doppia’ rispetto agli uomini 6% contro il 13%. Lo rivela una fotografia di Gfk Eurisko voluta da WALCE grazie alla collaborazione di Lilly Italia in occasione del mese di novembre che è in tutto il mondo il mese di sensibilizzazione per il tumore al polmone (LCAM – Lung Cancer Awareness Month). ‘Smetti di fumare’ è il grido lanciato dall’Associazione contro un vizio che è anche l’unico fattore di rischio accertato per il cancro al polmone un killer che uccide 160.000 persone ogni anno. ’Smetti di fumare’ è anche il titolo del video che ha visto la partecipazione di Elena Barolo, Sergio Muniz e Igor Cassina con un semplice obiettivo: abbandonare per sempre le sigarette.

Milano 5 novembre 2013 – Il vizio del fumo continua a mietere consensi e vittime. E’ ancora un’insana abitudine per 10,2 milioni di italiani nonostante sia l’unico fattore di rischio certo per lo sviluppo del cancro al polmone, responsabile di quasi il 30% dei decessi fra le forme tumorali conosciute, in grado di uccidere quindi più del cancro al colon, al seno e alla prostata messi insieme.

Per accendere i riflettori sul fumo e le sue conseguenze, il mese di novembre è stato dedicato, infatti, in tutto il mondo alla sensibilizzazione sul tumore al polmone, e riconosciuto come LCAM (Lung cancer awareness month); in questa occasione Walce Italia (Women against lung cancer) grazie al contributo di Lilly Italia, ha commissionato una nuova indagine di Gfk Eurisko sulle abitudini al fumo degli italiani, svolta utilizzando un patrimonio di dati di 15 anni e con un focus particolare sulle donne e il fumo.

Secondo l’indagine che ha utilizzato dati di 9560 individui dai 18 anni in su e rappresentativi della popolazione italiana, è calato il numero di fumatori in Italia negli ultimi 15 anni (dal 31% del 1998 al 21% nel 2013), ma i fumatori sono oggi ancora un esercito di oltre 10 milioni di persone, che fumano mediamente oltre 14 sigarette al giorno e resistenti a smettere (8 su 10 non ha mai provato a farlo). Calcolando un prezzo medio a pacchetto di 4 € stiamo parlando di quasi 30 milioni di € al giorno che gli italiani bruciano ogni giorno, 11 miliardi all’anno. Senza contare i costi per la salute, per la sanità pubblica, per la qualità di vita loro e di chi ne ha conseguenze ‘passive’.

“Un vizio dalle conseguenze drammatiche non solo sul livello generale di benessere e qualità di vita dei fumatori, ma anche sui numeri del cancro considerato che il fumo di sigaretta è tuttora responsabile dell’85% dei tumori polmonari” ha dichiarato Silvia Novello – Pneumo-oncologa presso il Dipartimento di Oncologia, Università di Torino, AOU San Luigi Orbassano (TO) e Presidente WALCE onlus (Women Against Lung Cancer in Europe). 
“Il carcinoma polmonare ha anche in Italia la fama di Big Killer con un’ incidenza in costante aumento e il numero di nuovi casi per anno che è intorno ai 35-40.000/100.000 abitanti, con un tasso di mortalità di 81/100.000 nei maschi e 12/100.000 nelle donne. Alcuni buoni segnali però vengono dall’innovazione terapeutica che sta portando sempre migliori risultati in termini di sopravvivenza e qualità di vita, in particolare grazie ai progressi in campo diagnostico e terapeutico facendo riferimento alla personalizzazione terapeutica e all’introduzione di nuove molecole e/o nuovi approcci terapeutici. Tutto ciò ha consentito, per la malattia in stadio avanzato, di superare quella sopravvivenza media di un anno che per lungo periodo di tempo sembrava una barriera insormontabile per ricercatori e clinici. “

“E proprio sulle donne – continua la Novello – sembra necessaria una specifica attività di sensibilizzazione considerato che, dai dati a disposizione oggi, sembra che la percentuale di donne fumatrici sia in crescita rispetto ai maschi, e che facciano fatica a smettere anche in momenti delicati come la gravidanza. Non è un caso che il tumore al polmone, prima esclusivo appannaggio del genere maschile sia ora una dei tumori che spaventa o meglio, dovrebbero spaventare, molto anche le donne”

Le donne e il fumo

Secondo l’analisi svolta per l’occasione da Gfk Eurisko, cresce, infatti, la percentuale di donne fra i fumatori (a fronte di una diminuzione degli uomini). Sono oggi 4,5 milioni le donne che fumano, concentrate in una fascia di età centrale (fra i 25 e 54 anni). Nel corso di quindici anni la percentuale di fumatrici è scesa di 6 punti percentuale rispetto ai 13 punti dei fumatori maschi. Sono meno casalinghe rispetto alle donne non fumatrici, in metà dei casi hanno figli, 1 su 4 ha figli minorenni. Nella maggior parte dei casi hanno genitori che fumavano, e tutte le donne fumatrici prima di aver figli hanno ricominciato, mediamente entro 8 mesi dopo il parto (da segnalare come quasi la metà ha ricominciato immediatamente dopo, entro i primi 2 mesi dal parto). Pensando ai motivi che potrebbero spingerle a smettere, al primo posto il costo (segno del forte impatto della crisi economica) e seri problemi di salute: importante e, in crescita rispetto al passato, anche la sensibilità al fumo passivo e lo stigma sociale. Ma i motivi che le hanno realmente spinte a smettere si devono ricercare nell’esperienza dei problemi quotidiani e nell’attenzione a sé e agli altri (piccoli disturbi, dipendenza , essere un modello positivo per i propri figli).

“Smetti di Fumare”

“Non c’è metodo alternativo” afferma ancora con decisione la Novello. “L’unica vera soluzione, sicuramente non semplice e con implicazioni molto diverse da una persona all’altra, è abbandonare completamente il vizio, liberandosene anche psicologicamente. Per questa ragione – continua la dott.ssa Novello – abbiamo realizzato un video motivazionale dal titolo molto semplice e diretto, ‘Smetti di Fumare’ che farà parte della nostra Campagna di sensibilizzazione a livello nazionale Questo video ha visto la partecipazione di tre testimonial d’eccezione che si sono uniti a noi in questo grido di allarme: Elena Barolo (conduttrice, attrice e blogger), Sergio Muniz (modello e attore) e Igor Cassina (campione olimpico di ginnastica artistica). Nelle parole dei protagonisti consigli preziosi per lasciarsi il vizio del fumo alle spalle. Il video è stato realizzato con il contributo incondizionato di Roche.

Identikit del fumatore italiano e come è cambiato rispetto al passato?

6 su 10 sono uomini, giovani-maturi (l’80% ha meno di 54 anni), concentrati nella fascia della popolazione con un profilo socio-culturale più basso rispetto ai non fumatori, anche se un terzo un titolo di scuola superiore e il 10% una laurea. 4 su 10 vivono con i figli , nella metà dei casi minorenni, 1 su 2 fuma anche in casa. Rispetto a 15 anni fa cresce , in generale, il livello socioculturale (in linea con il trend generale della popolazione) e cresce la percentuale di donne fumatrici. Nonostante ciò si osserva un fenomeno positivo: diminuiscono i fumatori più giovani, segno che l’influenza sociale e le normative hanno favorito un minor accesso dei giovani al fumo.
Dal punto di vista psicologico il fumatore si descrive come una persona che ama le novità e il rischio, più nervoso ed impulsivo e meno ordinato rispetto a chi non fuma. Nei confronti della saluta mostra maggiore fatalismo e minore attenzione preventiva.

Quale impatto del fumo sulla qualità di vita e sulla salute?

 Confrontando i fumatori con i non fumatori nelle stesse fasce di età emerge in modo significativo come il fumo sia significativamente correlato alla qualità di vita, alla percezione del proprio stato di benessere (fisico e mentale) e allo stato effettivo di salute. Infatti, chi fuma ha una percezione più critica su tutti gli indicatori di qualità di vita (reddito, istruzione, lavoro, abitazione, affetti e salute), valuta in modo più negativo il suo stato di salute (fisico e mentale), dichiara di soffrire maggiormente di disturbi episodici (mal di testa, mal di gola tosse e bruciori di stomaco) e cronici (problemi circolatori, asma e diabete). Insomma, il fumo è correlato ad una qualità di vita e stato di salute significativamente peggiore rispetto alle persone non fumatrici.

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