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Fattori di rischio

Un “fattore di rischio” è ciò che determina l’aumento della probabilità che una persona possa sviluppare una certa malattia.

Il più importante fattore di rischio per il tumore del polmone è rappresentato dal fumo di sigaretta, che contiene molte sostanze cancerogene in grado di danneggiare irreparabilmente le cellule di molti organi. Più una persona fuma, più aumenta il rischio di sviluppare un tumore, non solo al polmone ma anche a bocca, gola, esofago, laringe, vescica, rene, collo dell’utero e pancreas.

Risulta chiaro che migliaia di vite potrebbero essere salvate ogni anno se le persone non fumassero. Un’efficace campagna di prevenzione del fumo dovrebbe essere condotta già in età scolare, ma è comunque importante convincere le persone di qualsiasi età a non prendere questa cattiva abitudine o ad abbandonarla.
Il rischio di tumore del polmone comincia a diminuire lentamente appena si smette di fumare. Quanto più è precoce l’età in cui si smette di fumare, tanto più il rischio per un ex fumatore di sviluppare un tumore polmonare si avvicinerà a quello di chi non ha mai fumato.
Non è mai troppo tardi per interrompere l’abitudine al fumo: anche nei pazienti già affetti da tumore del polmone, soprattutto quando abbiano subito un intervento chirurgico per trattare la malattia, smettere di fumare riduce le possibilità di una ricaduta (ossia il ripresentarsi della malattia) e di insorgenza di un secondo tumore.

Per saperne di più:

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Sono disponibili programmi per aiutare le persone a smettere di fumare ed esistono in Italia numerosi Centri Antifumo, dove è possibile trovare un valido e competente supporto per intraprendere la battaglia contro il fumo di tabacco (www.iss.it/ofad - Telefono verde contro il fumo: 800554088).

Anche se il fumo resta di gran lunga la principale causa di tumore del polmone, non è l’unica. Altre cause possono essere:
- il fumo passivo: l’esposizione al fumo di altre persone fa aumentare il rischio di tumore del polmone tra i non-fumatori.
- l’esposizione professionale: l’esposizione sul luogo di lavoro ad agenti cancerogeni – quali amianto, cromo, arsenico, berillio, radio e altri – aumenta il rischio di sviluppare la malattia. Frequentemente, come nel caso dei lavoratori dell’amianto, il rischio di sviluppare un tumore polmonare aumenta notevolmente qualora la persona fumi ed abbia anche un’esposizione professionale, perché gli effetti nocivi di queste sostanze vengono potenziati dal fumo di tabacco.

Oltre alle cause “esterne”, che aumentano il rischio di ammalarsi di tumore polmonare, esiste una predisposizione personale, ossia vi sono persone che possono ammalarsi più facilmente rispetto ad altre, e a volte (anche se più raramente) anche in assenza di fattori esterni. Queste persone non sono purtroppo individuabili a priori, poiché questa maggior predisposizione ad ammalarsi dipende da più alterazioni del codice genetico (o DNA), che non sono ancora state interamente identificate.

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File correlati

Il Fumo
(Dott. M. Giaj Levra)
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Brochure “SMETTERE di FUMARE” (pdf)

Foglio informativo “Il fumo e i polmoni” (pdf dal sito European Lung Foundation)

Per saperne di più:

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