Tipi di Tumore del Polmone

Il tumore polmonare origina nei polmoni e si sviluppa dalle cellule che rivestono le vie aeree del polmone, che hanno acquisito la capacità di crescere e proliferare in maniera incontrollata andando così a formare una massa.

Il riconoscimento del tipo di tumore è quello che si definisce diagnosi, pertanto il tumore il tumore polmonare può essere identificato in due modi, attraverso:

1) Profilo istologico: rivela come appaiono le cellule al microscopio;
2) Profilo molecolare (detto anche profilo genomico): rivela quali biomarcatori siano presenti nel tessuto.

Poiché ogni tipo di tumore del polmone si comporta in modo diverso e richiede approcci terapeutici differenti, è importante raccogliere più informazioni possibili al fine di identificarlo correttamente e guidare il medico nella scelta più adeguata tra le possibili opzioni terapeutiche.

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Profilo istologico

In base all’aspetto che le cellule tumorali presentano all’esame microscopico, si possono distinguere due diverse categorie di tumore del polmone:

• Il tumore del polmone a piccole cellule, (o microcitoma o Small Cell Lung Cancer = SCLC, secondo la dicitura anglosassone) che deve il nome alle dimensioni delle cellule dalle quali appare costituito quando viene analizzato al microscopio e rappresenta il 10-15% dei casi. Frequentemente origina dai bronchi principali vicino alle vie aeree, al centro del torace ed è una forma aggressiva a rapida crescita.

Quale è il trattamento standard per il microcitoma?

• Il trattamento di scelta è la terapia sistemica, cioè una terapia medica in grado di diffondersi in tutto il corpo attraverso il sangue, che permette un controllo generalizzato (sistemico) della malattia.

• Il microcitoma è un tumore molto sensibile alla chemioterapia e alla radioterapia.

• La scelta del trattamento dipende dalla stadi azione della malattia, dalle condizioni generali della persona, dalla sua età e dalle eventuali patologie concomitanti.

Se la malattia è:

Limitata, la migliore scelta terapeutica è la chemioterapia e radioterapia concomitante, efficace nel controllo della malattia, ma che dà maggiore tossicità (riduzione dei globuli del sangue, polmoniti…), da qui, l’importanza di selezionare i pazienti.

Estesa: trova indicazione il solo trattamento chemioterapico: cisplatino o carboplatino in associazione a etoposide rappresenta lo schema di riferimento nella terapia del microcitoma a livello mondiale.

Nella quasi totalità dei casi la chirurgia non è indicata, perché si ritiene che il tumore sia già potenzialmente disseminato al momento della diagnosi, e pertanto più adeguatamente aggredibile con la chemioterapia.

In casi rari e selezionati, in cui il tumore è di piccole dimensioni e non ha interessato altre parti, può essere valutato un approccio che includa la chirurgia.

• Le terapie a bersaglio molecolare e l’immunoterapia al momento non sono indicate nella pratica clinica di questo tumore, ma trovano spazio solo nell’ambito di studi clinici. (Per saperne di più)

Quali sono le cause del microcitoma?
Quali sono i sintomi?
Come si giunge alla diagnosi?
Come può essere trattato il microcitoma?
Come si valuta la risposta al trattamento?

Per saperne di più sul carcinoma polmonare a piccole cellule o microcitoma:

 (PDF)

Il tumore del polmone non a piccole cellule (o Non Small Cell LungCancer = NSCLC, secondo la dicitura anglosassone): si tratta del tipo più comune di tumore del polmone e rappresenta il 75-80% di tutte le neoplasie polmonari maligne.

In genere cresce e si diffonde in maniera più lenta rispetto al carcinoma polmonare a piccole cellule e inizia nelle cellule epiteliali.

Il NSCLC si divide in altri sottotipi, fra cui i tre tipi principali sono: l’adenocarcinoma, il carcinoma a cellule squamose e il carcinoma a grandi cellule (indifferenziato) del polmone. Queste tipologie di tumore vengono diagnosticate allo stesso modo, ma possono essere trattate adottando strategie differenti.

♦ Adenocarcinoma: rappresenta circa il 40% di tutti i tumori polmonari. Si sviluppa dalle cellule che producono il muco bronchiale ed è il tumore polmonare più frequente tra chi non ha mai fumato e tra le donne. La sua frequenza è in costante aumento.

♦ Carcinoma a cellule squamose (o squamouscell carcinoma – SqCLC): si sviluppa spesso nelle vie aeree maggiori (bronchi) che mettono in comunicazione la trachea con il polmone, rappresenta circa il 25-30% dei casi di NSCLC ed è molto difficile da trattare, anche per la mancanza di alterazioni molecolari.

In che modo viene trattato il carcinoma polmonare squamoso?

  • Il trattamento dipende da quanto è diffuso il tumore e dal benessere generale del paziente.
  • La chirurgia può rappresentare una possibilità di cura per gli stadi precoci, se la funzionalità polmonare è abbastanza buona.
  • La chemioterapia può essere usata da sola, con la radioterapia o dopo intervento chirurgico.
  • La radioterapia può essere usata per trattare il tumore, compresi i linfonodi, oppure per controllare i sintomi, se il tumore si è diffuso (metastatizzato).
  • Per lo stadio avanzato, l’aggiunta del trattamento con un anticorpo monoclonale alla chemioterapia può aiutare a vivere più a lungo rispetto alla sola chemioterapia. Inoltre, per alcuni pazienti è possibile utilizzare l’immunoterapia, un nuovo approccio per trattare il carcinoma squamoso in stadio avanzato nei pazienti idonei
Carcinoma a grandi cellule (indifferenziato): questo tipo rappresenta il 15% di tutti i tumori polmonari e prende il nome dall’aspetto che si evidenzia delle cellule cancerose analizzate al microscopio.
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Profilo molecolare

I tumori del polmone si differenziano anche per la presenza di mutazioni presenti in alcuni geni, che vengono identificate grazie allo studio delle cellule tumorali e che permettono di classificare i tumori sulla base del profilo molecolare.

Queste mutazioni sono rilevabili attraverso la presenza di biomarcatori e per identificare queste caratteristiche specifiche del tumore è necessario eseguire il test molecolare.

Ogni tipo di carcinoma polmonare può presentare delle mutazioni, ma fino a oggi, i progressi più significativi sono stati registrati nell’ambito dell’adenocarcinoma. I ricercatori stanno, comunque, continuando a studiare le mutazioni presenti nelle cellule squamose e nel carcinoma a piccole cellule.

L’attività di diagnostica molecolare è diventata fondamentale per guidare l’oncologo nelle decisioni terapeutiche sempre più personalizzate, perché basate su specifiche caratteristiche biologiche del tumore di ciascun paziente.

Negli ultimi dieci anni sono state identificate numerose mutazioni molecolari nel NSCLC, alcune delle quali rappresentano un target terapeutico peri trattamenti a bersaglio molecolare, mentre altre potrebbero rappresentarlo in futuro.

Tutti i pazienti con tumore polmonare NSCLC con istotipo adenocarcinoma in fase avanzata dovrebbero essere testati alla diagnosi e il test dovrebbe essere esteso anche ai pazienti con istotipo squamoso e non fumatori, considerata l’alta incidenza delle alterazioni genetiche in questo sottogruppo

 

File correlati

Foglio informativo “Cancro al polmone” (pdf dal sito European Lung Foundation)

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